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Siamo arrivati al  quinto passo di questo piccolo cammino delle emozioni,  che ci porta al nostro cuore, perché lì, sono custoditi i nostri reali desideri.

Ieri abbiamo scritto una lista delle cose, delle persone, e dei lati del nostro carattere  che non ci appartengono più, e  per questo, li lasciamo al vecchio anno. Se volete potete bruciare questa lista – siamo in luna calante, ma prima di farlo, onoriamo e ringraziamo quello che non ci serve più, perché ci ha donato un insegnamento prezioso, e poi lo lasciamo andare.

Oggi, giornata dedicata all’Epifania, una giornata importante – dal punto di vista religioso rappresenta la Manifestazione di Gesù come Dio, e la vecchina Epifania che porta in giro i doni per i bambini buoni, appartiene agli antichi rituali pagani – che si facevano nel solstizio d’inverno, per propiziarsi un buon raccolto. E noi oggi ci dedichiamo al nostro raccolto, a quei doni che desideriamo avere con noi.

Oggi ci dedichiamo ai nostri desideri. Cosa desideri per il nuovo anno? 

Cosa ci serve? Un quaderno, un taccuino, scegliamo bene perché ci accompagnerà per un po’ – e sul primo foglio bianco, scriviamo la nostra lista dei desideri; ma desideri veri, quelli del cuore, quelli che a volte non osiamo nemmeno ascoltare.

Non badiamo a spese, quando si desidera bisogna farlo in grande! 

Scriviamo la lista di quello che desideriamo per renderci la vita meravigliosa:  un amore, amicizie, lavoro, soldi. E quali qualità ci servono per essere migliori? Non ci sono limiti di spazio, tempo, né vincoli di nessun tipo.  La capacità di desiderare è la capacità di far uscire il proprio empowerment, il proprio potere personale;  è la voglia di migliorarsi per ottenere di più. Non esistono i non ce la farò mai, o i non succederà mai. 

Non in questi nuovi giorni! E dopo averli scritti, rileggiamo i nostri desideri a voce alta, affermiamoli, e poi chiudiamo gli occhi, tiriamo 3 lunghi respiri e immaginiamo di essere in un meraviglioso giardino, o in un bosco, colmo di fiori e alberi meravigliosi. Possiamo sentire il loro profumo e ci sentiamo bene, perché questo è il nostro posto. Quello in cui ci sentiamo sicuri e protetti. E poi  scegliamo un albero –  o sarà lui a scegliere noi? – ai piedi del quale, seminare i nostri desideri, come tanti piccoli semi, di cui aver cura per farli crescere al meglio.

Infine ringraziamo il nostro albero perché con le sue radici e la sua linfa proteggerà e nutrirà la  nostra pianta dei desideri, e ci aiuterà a realizzarli.

Domani sarà un nuovo passo, e nuovi giorni.

Ma ora vi auguriamo che questi nuovi giorni siano colmi di realizzazioni, insegnamenti, emozioni e storie. Di fiabe, di magia, e di parole. Di consapevolezza.

Vi auguriamo di svegliarvi al mattino e ancora con gli occhi chiusi, fare un sorriso, perché sapete, vi cambia  la giornata. Vi auguriamo di scrivere, di raccontare, di parlare guardando l’altro, per davvero. Occhi negli occhi. Di stringere le mani, di abbracciare, di dire “ti voglio bene” tutte le volte che avete voglia di farlo. Di dire NO, senza sentirvi in colpa. Di ridere senza motivo e di piangere senza vergognarsi. Vi auguriamo di essere liberi, liberi di essere voi stessi, di accogliervi e di amarvi.

Il cammino nei nuovi giorni continua…

Oggi è il 2 gennaio. Ogni fine anno ci sono i buoni propositi, nuovi progetti, bilanci più o meno positivi, doni bellissimi,  e alcuni che non avremmo voluto proprio ricevere. Ma sono sempre doni. E insegnamenti. Forse più preziosi.

E questo anno appena passato, di insegnamenti ne ha portati davvero tanti. Per chi ha saputo ascoltarli.

Nell’antichità, ritualizzare i passaggi fondamentali della vita dell’uomo è sempre stato un’esigenza, il bisogno di essere supportati, accompagnati; per vincere la paura del cambiamento, del nuovo che arriva e che non conosciamo. I riti sono un archetipo, che ci accompagna da sempre.

Per farci guidare in questo nuovo inizio e accogliere con serenità e consapevolezza il nuovo anno  – un anno che parte già carico di grandi aspettative e desideri, ma sappiamo quanto realizzarli, dipenda da noi? – vi propongo 7 passi, da compiere insieme, da oggi, per i prossimi sette giorni.

Un esercizio importante, un rito, da fare ogni inizio d’anno: dopo i giorni di festa, è il momento di fermarsi, raccogliersi. Ascoltarsi.

Perchè 7? Perchè è un numero magico di evoluzione, di crescita e di conoscenza. Il numero magico delle fiabe, dei giorni della settimana, dei pianeti, dei chakra principali.

7 passi, 7 azioni, 7 piccoli riti per prepararci al nuovo anno. Questo è il primo:

Se incontri qualcuno che ne vale la pena, tienilo stretto”

Quante relazioni possiamo definire vere? Quanto amici, conoscenti, fidanzati, amori, e qualsiasi altra forma abbiano i nostri rapporti, ci arricchiscono?

Il primo passo di oggi è quello di pensare a quali persone nella nostra vita, ne valgono la pena. A quelle che abbiamo vicino –  e magari non diciamo mai loro quanto  sono importanti.

A quelle che abbiamo, o si sono allontanate, per chissà quale motivo, ma che ci mancano, e non abbiamo il coraggio di andare a cercarle.

A quelle che un po’ temiamo, perché ci mettono sempre davanti a noi stessi, come uno specchio che riflette un’immagine  che non ci piace. Ma quanto fa bene guardarsi per davvero!

E invece, quante persone abbiamo vicino che non ci appartengono? Chi ci prosciuga invece di donare, che ci ferisce con le parole, con i gesti o con il finto amore? Chi teniamo vicino per la paura della solitudine, del cambiamento; o per colmare quel vuoto gigante che sentiamo dentro il cuore – un cuore che sicuramente  ha qualche buco perché non si riempe mai…

Il nostro primo passo di oggi è scegliere di tenersi stretto chi ne vale davvero la pena, fare una lista dei nomi con accanto il motivo per il quale non vogliamo proprio farli andare via, e poi, dirgli, o dirle, guardandoli negli occhi, perché li vogliamo avere accanto nel nuovo anno. 

Mettere su carta le proprie emozioni, e i sentimenti che abbiamo per gli altri è un bellissimo esercizio che ci può riservare delle sorprese: tante volte diamo per scontato i doni di chi abbiamo accanto, e non riusciamo a vederne l’importanza.

Il nuovo viaggio ha inizio…

Meno 2!

Manca pochissimo al nostro pomeriggio da fiaba, in cui saranno premiati i vincitori del Concorso “Paese da Fiaba”, il bellissimo concorso letterario di fiabe, organizzato dal Comune di Padenghe sul Garda, con la biblioteca comunale e la collaborazione di Fiabe in costruzione.

Nonostante il periodo molto particolare, l’amministrazione comunale di Padenghe nelle persone di Luisella Girardi e Mariachiara Aguzzi, con Flavia De Togni della Biblioteca Di Padenghe, ha voluto organizzare un fantastico pomeriggio da Fiaba – un appuntamento aspettato da tanti – e nel rispetto delle normative vigenti.
Ma non poteva mancare! Con uno spettacolo meraviglioso per i piccoli che, siamo certi, piacerà a tutti i grandi, la bancarella del libri dismessi – un’occasione unica per ogni amante dei libri – e infine la premiazione dei vincitori del nostro bel concorso.

Così vi aspettiamo sabato 10 ottobre, sperando nella clemenza del tempo, nel bellissimo giardino della biblioteca. In caso contrario comunicheremo la nuova sede. Una splendida occasione anche per visitare il nostro bel lago.
Grazie alla bravissima giuria: Gabriella AlatiElena Stefania Pietra, Laura Valente, Maria Ventura, @simonetta bettinazzi

La magia continua!

Agosto, mese di vacanze e divertimenti. Forse quest’anno, il mese più atteso dell’anno, sarà vissuto, speriamo, con una gioia più interiore, più raccolta. Più consapevole: che le cose non sono sempre così scontate e ogni piccola cosa è un dono.

Perciò vi auguriamo buone vacanze, buon divertimento, cura e attenzione per sé e per gli altri. E pensieri felici.

E di stare a contatto, il più possibile, con la natura.

Per noi, il mese di Agosto coincide con una pausa… sì, ma di lavoro. E’ il mese in cui ci dedichiamo a noi, al nostro nutrimento. Letture, studio, e creatività. Da qui nascono le idee, si mettono a punto i progetti, si creano nuove storie.

Andiamo alla ricerca del silenzio, ascoltiamo la voce del Bosco, e ci ricarichiamo della meravigliosa energia dell’universo.

Così, anche per questo mese di Agosto, sospendiamo i post, tranne la domenica, e a settembre, riprenderemo con nuove parole.

Ma la nostra casa resta sempre aperta, lo sapete no? Venite a trovarci…

Non ci sedie.

Non ci sono tavoli.

Non ci sono comodità.

E tu sei lì, con il tuo taccuino e la tua biro fra le mani. Alzi la testa a guardare il tetto di alberi…

E ti rendi conto, che non ti serve nient’altro.

Ci sono luoghi magici per scrivere…

 

Da sempre tengo un diario, anzi più diari. Taccuini, che amo, pieni di parole, messaggi, memo, schizzi., pezzi di storie. Scrivo fiabe, curo un blog e, già questa, è  una forma per raccontare, ad altri e per altri, raccontando di sé. C’ è sempre una parte di noi in quello che scriviamo.

Scrivere per un blog è quasi come tenere un diario. Quasi, perchè l’atto di prendere un taccuino –  può essere un  quaderno, un blocco; l’ importante è che ti piaccia – aprirlo, guardare le pagine che hai scritto nei giorni precedenti – già questo ti regala un senso di appartenenza – e arrivare alla pagina bianca che aspetta solo di essere riempita di parole… E’ già un rito.

Tenere un diario vuol dire scrivere di sè, per sè, ogni giorno, ogni volta che ne abbiamo voglia, due righe o un papiro; ma vuol dire raccontarsi, esprimere le emozioni inconsce che non sappiamo far uscire con le parole e che senza la scrittura restano sparse, in modo disordinato, nella nostra mente, e nel nostro cuore.

Vuol dire fare ordine, fare il punto della situazione, perchè rileggere quanto abbiamo scritto qualche tempo prima ci fa capire a che punto siamo, ci fa comprendere quello di cui abbiamo bisogno per davvero.

La narrazione è la modalità principale con cui, dall’età infantile a quella adulta, si sviluppano la mente e l’identità personale, e la nostra mente, ogni giorno, interpreta la vita, le persone e le situazioni in forma narrativa;  struttura e organizza ogni informazione, ogni evento e grazie a questo meccanismo, si orienta. La nostra mente mette in ordine, altrimenti sarebbe il caos.

George Mandler, psicologo americano  afferma, che ciò che non viene strutturato in forma narrativa, nella memoria, viene dimenticato.

Raccontare, diventa un modo per costruire un pensiero auto-biografico su di sé,   vuol dire dare un senso alla propria vita personale e professionale.  Ci aiuta  a riflettere sulle proprie credenze circa il cambiamento e a riorganizzarle in modo che assumano un significato diverso.

Oltre a questo, scrivere un  diario ha una serie di benefici immediati,  nel breve,   e nel lungo termine, per il nostro benessere: puoi cominciare il tuo diario creativo – via libera a istinto e fantasia –  dalle piccole cose, quelle a cui, normalmente  non facciamo caso:

  • raccontare di qualcosa che ti ha fatto sorridere, o ti ha sorpreso. Scrivere di cosa sei grato – e una volta che inizi a farlo,  ti  rendi conto di quante cose possono farti dire grazie ogni giorno, e inizierai a sentirti meglio;
  • scrivere sul proprio diario  i piccoli insuccessi ci aiuta a elaborarli e rileggendoli ci fa capire come possiamo modificare gli atteggiamenti sbagliati,  ma celebrare le piccole vittorie è una potente gratificazione, una grande motivazione.
  • Puoi scrivere il modo in cui vuoi iniziare la tua giornata, con le convinzioni potenzianti che ti accompagnano nel tuo lavoro, o una parola chiave che ti può supportare con  un nuovo progetto.
  • Puoi fare uno schizzo, un disegno, o scrivere – di getto –  senza pensare per almeno 15 minuti, senza badare alla forma, o alla sintassi. Un vero esercizio catartico – la scrittura espressiva – che aiuta a sciogliere blocchi e aumenta la consapevolezza su di sè.

Potrei continuare questa lista infinita ma la cosa migliore è provarla; se non ti  è naturale scrivere, prendilo come un piccolo allenamento iniziale, che diventerà poi una meravigliosa abitudine.

E un consiglio: inizia ogni tua giornata, o concludila, scrivendo sul tuo diario, dieci cose – le più piccole, piccole – per le quali puoi dire GRAZIE.

Quelle cose, che fanno parte della tua vita ma che magari dai un po’ per per scontate. GRAZIE è una piccola parola, molto potente.

Il caffè appena ti svegli, la tazza che lo contiene, come faresti a berlo? Lo zucchero – io sono da caffè dolce – e il cucchiaino che lo gira nella tazza. L’acqua che scende nel lavello, girando semplicemente il rubinetto. E il gas che accende il fuoco. E i biscotti preferiti.

E… ora continua tu!

Non posso negarlo: la Stanza della Scrittura è forse la più disordinata della nostra casa, e anche la più creativa: le porte sono sempre chiuse, perché altrimenti uscirebbero tutte le parole, che vagano fra un muro e l’altro in attesa di essere utilizzate, e uscirebbero i personaggi delle nostre fiabe in costruzione, che girano per la stanza, con la loro storia da finire, stretta fra le braccia, e fanno un sacco di domande e ti danno un sacco di idee e suggerimenti, perché non vedono l’ora di vivere, e di vedere raccontata la loro storia.

E’ una stanza piena di taccuini, appunti e grossi fogli appesi un po’ dovunque, perché quando ti arriva una storia, la devi scrivere subito, in fretta, perché altrimenti la perdi nel tempo di un sospiro, e dispettosa, non si fa più trovare.

In questa stanza passiamo tanto tempo; un tempo che a volte sembra troppo poco e altre, invece, che sembra non finisca mai, e persino le parole diventano lente e lunghe, e i pensieri si fanno così leggeri, che non fai in tempo ad acchiapparli.

E’ una stanza magica: è piccola, piccola, ma anche immensa e vogliamo davvero fartela visitare: per noi un privilegio. Ma è anche una stanza che mette alla prova, misura la tua passione, il tuo talento. La tua voglia di metterti in gioco.

Così ti facciamo un regalo, per inaugurare la Stanza della Scrittura: una piccola sfida, un minicorso gratuito di scrittura creativa di fiabe, per usare quelle parole meravigliose che vogliono uscire e forse non trovano la strada.

Per accettare questo dono devi andare sulla HOME del nostro sito e compilare il popup, che appare dopo qualche secondo, proprio come quello che vedi nell’immagine, e inserire la tua mail; riceverai il minicorso direttamente alla tua mail ogni giorno, per 7 giorni. Un piccolo, speciale viaggio nelle fiabe.

La Stanza della Scrittura ti mette alla prova: accogli la sfida?

Se sei curiosa, se quando leggi o ascolti una parola che non conosci, vai subito a vedere cosa significa, e non ti vergogni di non saperlo. O di chiedere il suo significato a chi hai davanti…

Se ti piace imparare cose nuove anche del tuo lavoro che ormai conosci così bene. Se vuoi migliorarti, se vuoi crescere, se non ti basta quello che sai già… nella Stanza del Sapere non ti annoierai mai.

Io so di non sapere Socrate

E per conoscere, dobbiamo essere consapevoli che non sappiamo. E che possiamo imparare per tutta la nostra vita, e che questo, è un meraviglioso privilegio.

Così, nella Stanza del Sapere puoi guardarti un po’ intorno, con calma, e poi scegliere: noi ti accompagneremo nel bosco, per farti respirare la meravigliosa energia dei castagni secolari, e potrai ascoltare le loro antiche storie.

Potrai scrivere, annusare, ascoltare. Ti emozionerai…

Oppure, ti guideremo nelle parole, quelle che, a volte, sono così difficili da dire, ma sono quelle che aprono alla comprensione, alla comunicazione e all’accoglienza con l’altro.

Puoi scegliere di imparare a scuola, insieme ai tuoi alunni, o da casa, seguendo i tuoi tempi, e scegliendo i tuoi spazi.

Scegli con calma, apri il tuo computer, e sorseggia il tea caldo che trovi sul tavolo, e poi siediti su una delle nostre poltrone comode anche se un po’ rovinate: è proprio questo che le rende preziose perché ogni persona che si è seduta sopra, ha lasciato una traccia di sé.

Ed ora puoi iniziare…