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https://youtu.be/thZu_Qx3cIE
 

Manca poco! Le nostre bravissime “lettrici ad alta voce” sono pronte per farvi ascoltare le parole che narrano storie, parole che hanno scelto fra mille altre, perché sono attimi che parlano al loro cuore.

Hanno scoperto che leggere ad alta voce è un atto di attenzione che si fa, prima di tutto per sé stessi, e poi per gli altri; che leggere per qualcuno è un momento di profonda condivisone e cura.

Un atto di amore.

Vincendo timori, paure varie, timidezza e ansie da prestazione, le nostre eroine hanno interpretato queste parole per voi.

Si sono messe alla prova, e si sono impegnate, giocando. E sono state bravissime!

Lo spettacolo sta iniziando…

Ti aspetto alla lezione di prova, sabato 3 ottobre!

☁️ #IDRAfactory 2020-2021 ☁️
La scuola di teatro e arti performative della Città di Brescia

🎭 FIABE IN COSTRUZIONE
Docente: Mariarosa Ventura
📅Sabato dalle 10:00 alle 13:00
Lezione prova: sabato 3 ottobre alle 10:00
❗️ PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ❗️
13 incontri

Spettacolo finale: ❌
Difficoltà: 🟢
Richiesta esperienza precedente: ❌

💪 OBIETTIVI
• Fornire le tecniche di scrittura – una cassetta degli attrezzi – per attivare e risvegliare la creatività e la fantasia
• Imparare a creare autonomamente storie e fiabe per il proprio lavoro e per scrivere la propria fiaba personale: un lavoro interiore e una pratica meravigliosa per l’anima

🔎 CONTENUTI
Esercizi:
• Dal mito alle fiabe, gli autori principali
• Propp: lo schema e le funzioni delle fiabe
• La metafora
• Attivare la creatività
• Scrittura itinerante nel Bosco dei Folletti
• Scrivere, scrivere, scrivere

ℹ️ INFO E ISCRIZIONI
🌎 www.idrafactory.it
📨segreteria@residenzaidra.it
📱 030 291592 – 339 2968449

Non dimenticarlo mai…tu sei l’ artefice del tuo destino.

Forse ti sei confrontato con qualcuno o qualcosa che ti ha turbato, che ti ha fatto stare male. Magari hai cercato di allontanarlo dalla tua vita senza riuscirci, così hai provato a fingere di dimenticarlo attraverso il  compassionevole meccanismo della rimozione e sei andato avanti, con un nodo nel cuore che ti sei impegnato a non  ascoltare.

Fingi che tutto sia risolto, anche con chi ti è vicino e ti ha ascoltato, ha ascoltato la tua frustrazione così a lungo che ora ti vergogneresti a parlarne ancora.

Magari per un po’ sei sicuro di averla avuta vinta sul dolore.

Ma poi, basta una parola,  un pensiero, un profumo o un sorriso incrociato per sbaglio  e il muro di fragile creta che ti sei costruito  attorno, si sgretola e ti lascia nudo davanti alla realtà.

“Non tenere tutto dentro. Ricordati che nessuno ha davvero potere sulla tua vita e certe esperienze sei tu che le attiri e confrontandoti con esse acquisisci ancora più esperienza e consapevolezza. In realtà ciò che stai vivendo è esattamente quello di cui la tua coscienza ha bisogno in questo momento” – Rossetti – numeri e archetipi – l’angelo Caduto

I personaggi delle fiabe non cercano di cacciare via il male, la frustrazione, o il disagio. Quando si presenta loro il problema, partono per il viaggio che li sta aspettando, portando con sé ogni emozione che fa loro paura. Affrontandola, vivendola, indossandola, come Pel di topo che vaga 7 anni nel bosco, prima di trovare la sua nuova vita come regina, vestita di un mantello di pelli di Topo,  simbolo della follia paterna che la voleva sposare e poi al suo rifiuto la vuole uccidere.  O come La fanciulla senza mani che privata delle mani per la debolezza del padre che stringe un patto con il diavolo, deve ritrovare la sua autonomia – la sua capacità  di fare – usare le mani senza dover dipendere dai genitori, o da un uomo.

Accolgono. Vivono e affrontano…

Queste bellissime, antiche fiabe di potere e di trasformazione ci insegnano che ogni cosa ha un tempo e va rispettato.

Se non riusciamo ad allontanare  qualcosa o qualcuno dalla nostra vita, vuol dire che il suo compito con noi non è ancora finito. Non è il momento. Non ora.

Non ancora.

Accoglilo, abbraccialo come un vecchio amico.  Portalo con te nel tuo viaggio.

Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo?

Noi non possiamo saperlo. Ma sappiamo che le cose si possono imparare, le cose si possono cambiare. Quando lo si vuole per davvero.

Anche quando sembra che tutto e tutti siano contro i nostri desideri, la nostra voglia di fare. Quando ci sentiamo soli, perché essere accettati dalla massa vuol dire uniformarci. Vuol dire essere quello, che gli altri ci chiedono di essere.

Per tutti i giovani e vecchi gamberi, che scelgono di camminare in avanti per inseguire i propri desideri e obiettivi, che non si rassegnano alla fine dei loro sogni.

Che si fanno guidare dal proprio cuore.

Buon viaggio…

Le fiabe possono accompagnarti nel tuo viaggio, leggile, ascoltale… vedrai la mappa sottile e indelebile che tracceranno nel tuo cuore, e seguirai il sentiero che ti indicheranno. E quando sarai stanco e sfiduciato, loro sapranno rincuorati e illuminare il tuo cammino. Oggi più che mai, in questi strani giorni, è importante ascoltare la voce antica e la saggezza millenaria delle fiabeFiabeincostruzione

Il bambino Nascosto di Alba Marcoli psicologa clinica, parla di due bambini: quello che sta dietro ogni comportamento e simbolo infantile, e quello che ognuno di noi adulti si porta dentro , proiettandolo spesso, inconsapevolmente , sui bimbi che ci camminano accanto nella vita.

Possiamo scoprire e comprendere il mondo interiore del bambino, entrando in connessione con le nostre stesse emozioni di quando, noi, eravamo, bambini.

La struggente dolcezza di questa fiaba, Il paese delle pagine ferme, ci racconta di come sia difficile, ma necessario, accettare i passaggi, i cambiamenti, le perdite e le difficoltà che incontriamo nel nostro cammino.

Quando non sappiamo andare oltre, e lasciarci alle spalle, voltare pagina, le cose che ci hanno fatto male, ma anche quelle belle, che non vogliamo perdere, anche se non ci appartengono più, la nostra vita si ferma, su quella pagina che rimane bianca, vuota, perché non abbiamo più parole per riempirla.

Riconnettersi con le nostre emozioni infantili, vuol dire aver cura del bambino che siamo stati e vuol dire aver cura del bambino che abbiamo accanto.

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