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Ti aspetto alla lezione di prova, sabato 3 ottobre!

☁️ #IDRAfactory 2020-2021 ☁️
La scuola di teatro e arti performative della Città di Brescia

🎭 FIABE IN COSTRUZIONE
Docente: Mariarosa Ventura
📅Sabato dalle 10:00 alle 13:00
Lezione prova: sabato 3 ottobre alle 10:00
❗️ PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ❗️
13 incontri

Spettacolo finale: ❌
Difficoltà: 🟢
Richiesta esperienza precedente: ❌

💪 OBIETTIVI
• Fornire le tecniche di scrittura – una cassetta degli attrezzi – per attivare e risvegliare la creatività e la fantasia
• Imparare a creare autonomamente storie e fiabe per il proprio lavoro e per scrivere la propria fiaba personale: un lavoro interiore e una pratica meravigliosa per l’anima

🔎 CONTENUTI
Esercizi:
• Dal mito alle fiabe, gli autori principali
• Propp: lo schema e le funzioni delle fiabe
• La metafora
• Attivare la creatività
• Scrittura itinerante nel Bosco dei Folletti
• Scrivere, scrivere, scrivere

ℹ️ INFO E ISCRIZIONI
🌎 www.idrafactory.it
📨segreteria@residenzaidra.it
📱 030 291592 – 339 2968449

La donna camminò in mezzo a loro, poi si fermò e respirò a lungo.

Chiuse gli occhi e si affidò a loro.

Completamente.

Non sapeva nemmeno quanto tempo era passato.

Il sole cominciò a calare lento, e lei era lì, le sue gambe erano radici, il suo respiro sapeva di resina, e le sue mani afferravano il cielo.

Respirò di nuovo. A lungo.

Si chiese sorridendo, come aveva potuto dimenticare di essere stata un albero…

L’albero m’è penetrato nelle mani, La sua linfa m’è ascesa nelle braccia, L’albero m’è cresciuto nel seno – Profondo, I rami spuntano da me come braccia. Sei albero, Sei muschio, Sei violette trascorse dal vento – Creatura – alta tanto – tu sei, E tutto questo è follia al mondo.
(Ezra Pound)

Perché PERCORSI ITINERANTI? Perché è il movimento che crea Energia, e noi, siamo sempre in movimento, anche quando non ce ne rendiamo conto.

Basta volerlo. Basta aver voglia di uscire dal proprio posto. Quello che conosciamo bene. Che anche se non ci piace, è sicuro, mentre quello che non conosciamo ci fa paura.

Cambiare fa paura.

Se sei fortunato, fortunata, ad un certo punto sentirai che in quel posto non ci stai più dentro. Come avere indossato un vestito che non è il tuo, e a furia di tirarlo da una parte, accorciarlo dall’altra, di coprire le macchie, e di mascherarlo con uno scialle – una maschera – l’hai portato avanti per tanto tempo. Se sei fortunato, ad un certo punto, non potrai più sentire il contatto del suo cotone liso con la tua pelle e dovrai, vorrai, cambiarlo.

Sappi che è un privilegio. Il cambiamento parte da lì. Dalla consapevolezza che quello, non è più il tuo posto.. Vuol dire che sei pronto, pronta a cambiare.

Vuol dire che sei pronto, pronta ad indossare una pelle di orso e affrontare il bosco, il tempo necessario per trovare i nuovi vestiti adatti a te. Le fiabe, antiche e sagge messaggere, insegnano sempre che quando il tuo Re interiore ti chiama, è arrivato il momento di iniziare il tuo nuovo Viaggio.

Sei pronto, pronta, ad affrontare nuovi percorsi itineranti, a metterti in cammino, a scegliere i nuovi sentieri? A muovere nuova Energia?

Noi siamo pronte al cambiamento: Percorsi Itineranti nasce da Fiabe in costruzione, per accompagnarti in questo Viaggio, sia dentro di te, fino in fondo alla tua anima, sia fuori, nei sentieri intricati del bosco: formazione professionale outdoor rivolta alle aziende, rivolta ai professionisti che hanno bisogno di ridisegnare il proprio percorso professionale. Percorsi di orientamento al lavoro per chi vuole trovare nuovi sbocchi e nuove motivazioni.

Percorsi di scrittura. Percorsi di Reiki. Percorsi di crescita ed evoluzione personale e professionale,  per chi sta cercando un nuovo posto, e per chi non sa più che strada prendere. 

Percorsi Itineranti, perché nel bosco noi ti portiamo, per davvero.

Per informazioni: fiabeincostruzione@gmail.com

Lo abbiamo aspettato con ansia. Settembre può regalare ancora giornate calde e assolate. Attardarsi, per lasciare spazio, e tempo – proprio come farebbe un vero gentiluomo, all’estate.

Ma non può ingannare i suoi profumi, i suoi colori.

Non può nascondere l’aria più fresca del primo mattino, e la dolce indolenza della notte che si allunga sugli ultimi chiarori della sera.

Settembre, anticipo di autunno, e anche se ora ti sembra ancora lontano, ti basta entrare in un bosco per percepirne già tutta la sua essenza.

Dopo la pausa estiva, oggi abbiamo riaperto la nostra casa, spalancato ogni finestra, accogliendo il nuovo odore del bosco. E questa sera, abbiamo acceso ogni luce, come ad una festa, perché il sentiero sia ben illuminato per ogni nuovo viaggiatore.

Siamo pronte a ripartire…

“Gli alberi da sempre raccontano le storie degli uomini” – disse il vecchio indicando con la mano stanca il tronco rovinato del possente pioppo.

– Ma gli alberi non parlano – rispose l’uomo , un po’ annoiato. Qualche volta accompagnava il nonno a passeggiare in mezzo al bosco, e ogni volta non vedeva l’ora di andare via. Si sentiva così stanco. Di ogni cosa.

Quando era piccolo, invece era tutto diverso: ascoltava incantato le voce pacata del nonno e sapeva vedere la magia della natura, i suoi colori, i suoi volti e i suoi odori.

Perché l’uomo crescendo dimentica i doni che ogni bimbo riceve dall’universo? Il vecchio sospirò, ma continuò il suo racconto. Prima o poi avrebbe ricordato.

Continuarono il cammino sul sentiero un po’ sconnesso. Il giovane sostenne il nonno perché non cadesse, e poi guardò impaziente l’orologio.

Era ora di andare via.

-Nonno? – chiamò. Ma non era da nessuna parte.

-Nonno?!- ripeté con tono concitato. Ma come? Era davanti a lui fino ad un minuto prima.

Era preoccupato e non si accorse che il bosco era cambiato. Si trovò davanti un albero possente, che gli sbarrava la strada.

-Ma che diavolo… – sbottò. Poi lo vide. Due occhi vuoti, tristi e sorpresi, che lo guardavano dentro l’anima. Percepì la loro solitudine, la loro paura.

Le riconobbe. Non le aveva mai guardate così a fondo dentro di sé.

Rimase a fissare quel volto, disegnato sul tronco rovinato. Rimase a fissarsi, per ore, forse per giorni, finché fu certo che questa volta non l’avrebbe più dimenticato.

-Come ti stavo dicendo, ragazzo mio, gli alberi raccontano le storie degli uomini –

Il ragazzo guardò il nonno davanti a lui, sorpreso, come se fosse appena tornato da un sonno lontano. Strinse la mano ossuta e segnata di quel vecchio che amava più di ogni cosa. Non si preoccupò di nascondere le lacrime che gli inumidivano gli occhi.

-Sediamoci un po’ qui Nonno. Raccontami una di queste storie –

Il vecchio sorrise…

Due sono i poteri del frassino:la forza e il radicamento della sapienza.

Spesso la forza è confusa con il potere, ma la vera forza è la resistenza, la capacità di superare situazione difficili, e di adattarsi ai cambiamenti.

La crescita stessa è un aspetto della forza, perché quando non nutriamo e non facciamo crescere le nostre risorse interiori, ci indeboliamo

E’ quella forza interiore che nasce dal radicamento alla vita, alle nostre passioni, ai nostri valori. Una linfa vitale che ci trattiene al suolo, e ci fa sentire così sicuri da farci protendere in alto – all’infinito per prendere l’energia dell’universo. E crescere

Questo fanno gli alberi. Questo fa l’uomo quando comprende di essere in totale connessione con la natura.

Lo spirito dell’albero ha parlato: la forza nasce da radici profonde.

Cura la tua radici, nutrile. Solo così potrai innalzare i tuoi rami al cielo.

Spiriti della Natura – J.Matthews e W.Woorthington

Si dice che sottili fogli di legno di faggio fossero stati legati insieme per formare il primo libro, e non è un caso se questa pianta è da sempre associata con la scrittura, la saggezza e la trasmissione dell’esperienza: bok è la parola anglosassone per Faggio che poi è diventata book per libro.

Anche in tedesco Buche significa Faggio, e Buch, significa libro. “Spiriti della Natura – J. Matthews e W. Worthington.”

Il Faggio rappresenta la saggezza, le parole, e la bellezza della verità. Un albero potente: si dice che un desiderio espresso sotto le sue fronde sia sicuramente esaudito, e allo stesso modo, una maledizione.

Plinio il Vecchio ne ha raccontato la bellezza, e in Francia si usava riempire i cuscini con piccole schegge di faggio, che scricchiolavano ad ogni movimento. Per questo venivano chiamati letti parlanti e si diceva che, se si poneva una domanda prima di dormire, durante la notte si riceveva una risposta saggia. “Spiriti della Natura – J. Matthews e W. Worthington.

Sei vai nel bosco, cerca una pianta di Faggio, e quando la trovi, riposati un po?, accanto al suo vecchio tronco. Lui saprà guardare dentro il tuo cuore e dentro la tua anima. Se sei fortunato, e il Faggio ti mostra il suo viso, rimarrai sorpreso, perché lui, per primo, ti farà una domanda.

Sei pronto a rispondere?

Agosto, mese di vacanze e divertimenti. Forse quest’anno, il mese più atteso dell’anno, sarà vissuto, speriamo, con una gioia più interiore, più raccolta. Più consapevole: che le cose non sono sempre così scontate e ogni piccola cosa è un dono.

Perciò vi auguriamo buone vacanze, buon divertimento, cura e attenzione per sé e per gli altri. E pensieri felici.

E di stare a contatto, il più possibile, con la natura.

Per noi, il mese di Agosto coincide con una pausa… sì, ma di lavoro. E’ il mese in cui ci dedichiamo a noi, al nostro nutrimento. Letture, studio, e creatività. Da qui nascono le idee, si mettono a punto i progetti, si creano nuove storie.

Andiamo alla ricerca del silenzio, ascoltiamo la voce del Bosco, e ci ricarichiamo della meravigliosa energia dell’universo.

Così, anche per questo mese di Agosto, sospendiamo i post, tranne la domenica, e a settembre, riprenderemo con nuove parole.

Ma la nostra casa resta sempre aperta, lo sapete no? Venite a trovarci…

Una leggenda narra che Polifemo si innamorò di una Ninfa, Galatea, che era, a sua volta, innamorata di un pastorello, Ace, figlio del dio Pan, protettore dei boschi e dei monti.

Quando Galatea respinse Polifemo, egli folle di gelosia perché ella preferiva un pastorello a lui, entrò nel bosco alla ricerca di Ace, sradicò decine di alberi e quando lo trovò, uccise Ace, colpendolo con una enorme roccia.

Il pianto infinito di Galatea commosse gli dei che trasformarono Ace,in un fiume che, scendendo dal monte – l’Etna – sgorgava alla spiaggia dove si incontravano i due amanti. E dove continuarono a incontrarsi…(fonte settemuse.it)

La leggenda finisce qui, ma non tutto è raccontato dalla storia… si racconta che il Bosco pianse a lungo i suoi figli caduti e Polifemo, scomparve, mentre vagava folle di rabbia e di gelosia fra gli alberi che aveva distrutto.

Ancora oggi si narra di un Pino silvestre millenario – cresciuto vicino al fiume vivace che scende dai monti – che racchiude, stretto nel suo tronco, un’anima perduta, punita a guardare per sempre, l’ incontro felice di due innamorati.

Quante cose puoi fare nel bosco?

Nel bosco puoi camminare, ascoltare, annusare.

Fermarti.

Riposare.

Correre. Ridere.

Piangere.

Pensare.

Sorridere.

Abbracciare un albero. Commuoverti. E sapere che, davvero, va tutto bene.

Raccontare storie

Scrivere storie.

Bere un tea.

E sentirti davvero a casa…

Il Bosco dei Folletti ci aspetta per una giornata unica di scrittura itinerante, fiabe, parole ed emozioni.

Sabato 25 Luglio, per ogni informazione e iscrizione clicca qui oppure scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com.