Fermati!

Lo so, sei attento a dove posi i tuoi passi, ma quando eviti la radice che potrebbe farti inciampare, non vedi altro che un pezzo di legno e non provi a immaginare la sua profondità, la sua forza, la linfa vitale che scorre in lei.

Guardami!

Sei entrato nel bosco e hai scelto il primo sentiero senza guardare in quale direzione si perdevano gli altri. E ora procedi a testa bassa e non provi nemmeno ad alzare lo sguardo.

Respira!

Hai portato con te pesi ben più pesanti del piccolo zaino che tieni sulle spalle ricurve. Per questo il tuo passo è già faticoso e il fiato sa di amaro.

I miei rami sono alti, e le mie fronde sono fresche e riposanti. Non senti il mio respiro che ti scivola addosso come un pensiero improvviso, come un sorriso, come un bellissimo ricordo?

Parla con me!

Io sono qui! Proprio accanto a te. Puoi sentire la mia energia pulita se solo posi una mano sul mio tronco. Puoi sentire la mia voce antica se solo fai tacere le urla che hai dentro di te.

Sono un albero. Siamo stati fratelli quando il nostro mondo era ancora giovane.

Siediti accanto a me e riposati. Ti racconterò una storia…

La mattina si svegliò riposato e di buon umore per il sogno – si diceva, al villaggio, che i sogni sono le verità raccontate dalle fate che sussurrano all’orecchio dell’addormentato – e s’incamminò, di buon passo sul sentiero, in direzione del castello che intravedeva fra i rami delle fitte piante. Camminò ancora tutto il giorno senza raggiungerlo, ma sempre di buon umore perché il sole faceva risplendere l’oro zecchino delle sue guglie e il giovane sapeva che sarebbe arrivato presto al suo tesoro. Ma mentre camminava si rese conto che il sentiero si faceva sempre più stretto e le piante, ai lati, sempre più fitte; era impossibile infilarci la mano.

Il giovane proseguì con cautela ma sempre più deciso a continuare finché, nel punto più stretto, si trovò davanti ad un enorme nido di formiche, così grande che ostruiva il passaggio e avrebbe dovuto calpestarlo per andare oltre.

Il giovane ebbe un moto di disappunto: il castello sembrava così vicino ora e non poteva raggiungerlo per delle piccole formiche. Si avvicinò di più, deciso a passarci sopra, ma si fermò colpito ad osservare la fila di animaletti che, laboriosi e incuranti della sua presenza continuavano, ordinati come piccoli guerrieri, a portare cibo dentro al nido. Il giovane si abbassò per guardare con più attenzione e rimase senza parole vedendo con quanta maestria e cura era stato costruito il formicaio; ammirò i cunicoli che si perdevano sotto terra e la forza di volontà dei piccoli animali nel trasportare bacche o semi molto più grandi di loro.

Non posso distruggere il loro lavoro, pensò, devo trovare un’altra strada, e si alzò per tornare indietro.

«Grazie, giovane cavaliere, per non averci schiacciato», improvvisamente sentì una vocina: da dove arriva? Si chiese stupito. Una piccola formica si era arrampicata fino al suo orecchio e da lì gli parlava: «sappiamo cosa stai cercando in questo bosco. Avrai il tuo tesoro». I doni del Bosco – Fiabe in costruzione.

Piccole, laboriose. Infaticabili. Il loro arrivo nei giardini e nelle case, preannuncia l’arrivo della primavera... Ma questo coincide quasi sempre, con le urla terrorizzate di chi, armato di terribili insetticidi, pericolosi anche per l’uomo, inizia la battaglia per il loro sterminio.

Ma, fermatevi un attimo… e restate in un prezioso ascolto: sapete quanto avremmo da imparare da loro?

Sono animali sociali che danno vita a colonie formate da pochi individui fino a milioni di formiche che convivono pacificamente e con estrema efficienza grazie a una elevata organizzazione sociale.
In una colonia, infatti, le formiche sono divise in caste in base al tipo di mansioni da svolgere: la regina depone le uova, i maschi servono per l’accoppiamento, i soldati sono incaricati della difesa del nido e le operaie svolgono tre compiti principali secondo Lauren Keller, biologo dell’Università di Losanna: puliscono, procacciano il cibo e si occupano delle uova fino a sviluppo completato.

La collaborazione tra i singoli individui è alla base del successo evolutivo di questa società. Per attirare un partner durante il periodo degli accoppiamentisegnalare un pericoloindicare la strada alle compagne per raggiungere una nuova fonte di cibo e, in generale, per comunicare con gli altri membri della colonia le formiche utilizzano dei segnali chimici chiamati “feromoni”.
Queste sostanze sono prodotte da diverse ghiandole sparse per tutto il corpo e vengono percepite attraverso le antenne sottili e mobili.
La comunicazione olfattiva tra questi piccoli insetti è così dettagliata da permettere alle formiche di coordinarsi per trasportare carichi più pesanti di un singolo individuo. Per riuscire ad alzare e portare al nido una preda pesante alternano il lavoro di squadra a momenti in cui una formica prende l’iniziativa per tutto il gruppo: due “forze in perfetto equilibrio”, suggerisce uno studio pubblicato su Nature Communications e basato sulle formiche tropicali e subtropicali Paratrechina longicornis. Focus Junior

Nessuno vi obbliga a tenerle in casa ma almeno un pò di rispetto per delle piccole vite così immense?

Per allontanarle dalle nostre case ci sono metodi molto gentili che non provocano inutili vittime: come suggerisce un articolo di Eticamente , web giornale che posta sempre contenuti molto interessanti:

“Innanzitutto le formiche sono dotate di un‘olfatto molto sviluppato quindi gli odori forti sono in grado di allontanarle dalle vostre case.

Spruzzate o spargete quindi sostanze dall’odore forte ma naturale vicino alle vostre porte o comunque nelle zone dove sono solite passare.

Eccovi un elenco di ciò che potete usare:

– oli essenziali;

– limone;

– sale e pepe (da spargere);

– menta (anche foglie essicate e sbriciolate);

 foglie di pomodoro fatte macerare nell’acqua;

– origano;

– aceto (magari con qualche goccia di olio essenziale);

– bucce di cetrioli (sembra che quest’ortaggio non sia apprezzato dalle formiche!).

E per finire, un piccolo consiglio: guardare delle piccole formiche all’opera, è una preziosa lezione di forza, determinazione, team building, leadership, comunicazione e organizzazione. Completamente gratuita; offre Madre Natura!

Una leggenda narra che Polifemo si innamorò di una Ninfa, Galatea, che era, a sua volta, innamorata di un pastorello, Ace, figlio del dio Pan, protettore dei boschi e dei monti.

Quando Galatea respinse Polifemo, egli folle di gelosia perché ella preferiva un pastorello a lui, entrò nel bosco alla ricerca di Ace, sradicò decine di alberi e quando lo trovò, uccise Ace, colpendolo con una enorme roccia.

Il pianto infinito di Galatea commosse gli dei che trasformarono Ace,in un fiume che, scendendo dal monte – l’Etna – sgorgava alla spiaggia dove si incontravano i due amanti. E dove continuarono a incontrarsi…(fonte settemuse.it)

La leggenda finisce qui, ma non tutto è raccontato dalla storia… si racconta che il Bosco pianse a lungo i suoi figli caduti e Polifemo, scomparve, mentre vagava folle di rabbia e di gelosia fra gli alberi che aveva distrutto.

Ancora oggi si narra di un Pino silvestre millenario – cresciuto vicino al fiume vivace che scende dai monti – che racchiude, stretto nel suo tronco, un’anima perduta, punita a guardare per sempre, l’ incontro felice di due innamorati.

Quante cose puoi fare nel bosco?

Nel bosco puoi camminare, ascoltare, annusare.

Fermarti.

Riposare.

Correre. Ridere.

Piangere.

Pensare.

Sorridere.

Abbracciare un albero. Commuoverti. E sapere che, davvero, va tutto bene.

Raccontare storie

Scrivere storie.

Bere un tea.

E sentirti davvero a casa…

Il Bosco dei Folletti ci aspetta per una giornata unica di scrittura itinerante, fiabe, parole ed emozioni.

Sabato 25 Luglio, per ogni informazione e iscrizione clicca qui oppure scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com.

Diffondere la conoscenza del Reiki e dei suoi meravigliosi effetti benefici, per l’uomo e per gli animali, è uno dei miei intenti più importanti. In Italia è ancora poco conosciuto, ed è fondamentale che ci sia più informazione possibile..

Sono molto contenta che un mio articolo che racconta il Reiki, sia stato pubblicato sul notiziario dell’associazione RRCI, Associazione Specializzata di Razza riconosciuta dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, dei Rhodesian Ridgeback i meravigliosi cani crestati, con uno dei quali condivido anima e vita, Amali.

RRCI è un’associzione molto importante che ha anche la divisione di rescue, che si occupa dei rhodesian in difficoltà. A loro, ho messo a disposizione il Reiki per supportarli nel loro recupero, e intervenire sulla paura, dolore e stress legate a situazioni di grande sofferenza.

L’associazione, che ringrazio di cuore, interessata alla divulgazione dell’argomento, ha dato spazio al Reiki sul notiziario semestrale, riservato ai loro soci, perché, sempre più persone, abbiano la possibilità di conoscerlo.

Parliamo di AnimalREIKI?

Per qualsiasi informazione sull’AnimalREIKI potete scrivere a: animalreikiebenessere@gmail.com

Sono Reiki Master, Animal Reiki Master e Animal Ascention Reiki .Il Reiki è una pratica energetica che interviene per il benessere dell’animale portando equilibrio e sciogliendo nodi e squilibri emotivi che sono la causa di stress, comportamenti inadeguati, solitudine, e malattie. Per gli animali che hanno subito maltrattamenti, che sono spaventati da ogni cosa, per ambientarsi in una nuova casa, per le malattie. Per gli animali in fase terminale per accompagnarli con dolcezza e armonia al loro viaggio sul ponte. Il Reiki agisce anche a distanza e lavora solo per il benessere dell’animale, un benessere che arriva anche al suo umano.

Antica pianta millenaria, ricca di simbologia e storia, il Tasso rappresenta la perseveranza, intesa come la capacità di continuare, di andare avanti, nonostante le avversità e i problemi.

Il Tasso rappresenta anche la morte, quel sonno eterno dal quale ci si risveglia trasformati, rigenerati. Come la Bella Addormentata delle fiabe che si addormenta per risvegliasi ad una vita nuova.

Il cambiamento avviene in noi solo quando siamo determinati ad ottenerlo, e lo Spirito Saggio del Tasso ti esorta a non temere di lasciare morire qualcosa, qualcosa di te, delle tue relazioni, del tuo lavoro, per lasciare posto al nuovo.

Perseveranza, è il suo messaggio.

La leggenda dice che la perseveranza del Tasso è riferita anche agli amori predestinati, dove solo la tenacia degli innamorati consente loro di restare uniti. Nel mito di Tristano e Isotta, i due giovani, vittime di un filtro di amore, non possono amarsi perché Isotta è già sposata con il cugino di Tristano, il re Marco di Cornovaglia.

Ma non possono rinunciare l’una all’altro e continuano ad incontrarsi segretamente e in ogni modo. Alla loro  morte, vengono seppelliti, divisi, ai due lati opposti della Cappella del Castello di Tintagel e dai loro sepolcri nascono dei Tassi, che il re Marco, taglia continuamente, ma invano.

Infine anche il re si arrende al potere dell’amore oltre la morte, e i due alberi crescono rapidamente e raggiungono la volta e, arcuandosi, si intrecciano per sempre . Spiriti della Natura – J. Matthews e W. Whorthington

Per scelta non mostro mai foto che riprendono animali sofferenti, perché non voglio dare energia alle cose terribili che succedono ogni giorno. Ma le combatto, mostrando il bello delle cose. A questo voglio dare energia!


Ultimamente sto leggendo notizie di bambini, anche molto piccoli che hanno fatto del male a dei cuccioli di animali perché non gli è stato insegnato che gli animali non sono giocattoli, ma sono vite fragili, che hanno bisogno di rispetto e cure. Questa è una lezione fondamentale che, prima però, devono imparare i grandi, che regalano un animale al loro figlio, e per primi devono imparare che non stanno regalando un gioco, che può essere usato come un pupazzo.


I bambini imparano dall’esempio e dalle regole e sono bravissimi a rispettarle – a differenza dei grandi – una volta che le hanno fatte proprie.
E’ il dovere di noi adulti, insegnare loro, che ogni vita, anche la più piccola, va rispettata.


Crescere un bambino insieme ad un animale è un’esperienza meravigliosa, di grande amore, condivisione e responsabilità.
Un animale è un bambino, che non cresce mai! E come tale, avrà sempre bisogno di cure e attenzioni.


Insegnare il rispetto e l’empatia per i più deboli, è un dovere dei grandi: sarà la base per fare crescere i piccoli cuccioli di uomo, come adulti responsabili e rispettosi, di ogni forma di vita.
Uomini di domani che potranno davvero cambiarlo questo mondo!

Fata Smemorina

Oggi lascio la parola alla padrona di casa, Fata Smemorina

🍃 CORSO Scrittura Creativa per ADULTI nel Bosco 🍃

25 luglio in “CATENA ROSSA” Sarezzo (BS)

Un corso di scrittura 📖creativa itinerante per adulti nei 5 ettari del Bosco dei Folletti, in una collina fuori dal mondo, accompagnati dal sapere delle FIABE.

Una speciale “maestra di Fiabe”: Mariarosa Ventura di FIABE IN COSTRUZIONE, per una giornata dal cuore bambino e dal sapere antico.

Dopo mesi di lock down un ritorno alla natura nell’incontro delle parole d’inchiostro.

CORSO DI SCRITTURA CREATIVA ITINERANTE guidata nel BOSCO dei FOLLETTI dalle 10,00 alle 16,00.

Per info e prenotazioni:
Eleonora 3358328548

Mariarosa Ventura fiabeincostruzione@gmail.com

La magia continua…

Abbiamo camminato. Abbiamo annusato. Abbiamo ascoltato. E siamo rimasti in silenzio, incantati dall’immensità del Bosco.

E le parole che prima erano pesanti, sono arrivate leggere, libere come farfalle, e i pensieri si sono cristallizzati in ricordi perfetti, attimi preziosi.

Abbiamo scritto, consolati dal vecchio tronco di un grande castagno, seduti all’ombra dell’albero degli Innamorati, per raccontare l’amore contrastato, accolti nel caldo abbraccio dell’albero del Tempo per onorare le nostre emozioni.

E poi è arrivato il momento delle storie. Piccoli stralci di anima che hanno raccontato molto più delle parole che li narravano, che hanno sorpreso, commosso, fatto pensare.

Storie che ci sono rimaste attaccate, che chiedono di essere raccontate, ancora…

Grazie di cuore a catena rossa alla porta delle fate e a tutti nuovi viaggiatori…

La magia si ripete, sabato 25 luglio! Per ogni informazione clicca qui o scrivi a fiabeincostruzione.com

Quante storie può raccontare un vecchio albero? Pioppi, Tassi, Ontani… ogni pianta ha memorie millenarie che custodisce nella quiete delle sue radici.

Storie dei propri avi. Storie dei padri e delle proprie madri. Storie di uomini che un giorno si sono riposati appoggiati al loro forte tronco e hanno sognato.

Lo sapete no? Gli alberi vedono i nostri sogni e a volte, si commuovono per noi. A volte diventano tristi…

Uno dei miei spiriti della natura è un Pioppo Bianco, un Guardiano. Sta, immenso, alle porte del Bosco e ama ascoltare le parole degli uomini.

Insieme al Pioppo Bianco, vive il Pioppo Tremulo e il Pioppo Nero. Si racconta che siano collegati ai venti e che le loro foglie parlino.

Il pioppo è una pianta vitale, come le sue foglie che non stanno mai ferme, e tremolando e frusciando sembrano infondere vita all’intero albero: così l’energia vitale dell’universo scorre in noi, influenzando il modo in cui viviamoSpiriti della Natura J. Matthew e W. Worthington

Quando l’uomo riceve questa energia si sente forte, gioioso, e affronta il proprio cammino con determinazione, senza paura.

Ma quando si lascia indebolire dalle situazioni e dalla difficoltà, questa energia lo sovrasta. Il potere della vita lo fa tremare.

Se impariamo a fluire con l’universo, ritroviamo il nostro ritmo naturale per danzare con forza insieme alla vita. Il suo nome celtico è Edahd e significa movimento.

Nella tradizione classica tre alberi equivalgono al triplice aspetto della Dea Luna: Il Pioppo tremulo è la fanciulla, il Pioppo Bianco la Madre, e il Pioppo Nero, l’Anziana.Spiriti della Natura J. Matthew e W. Worthington

I loro volti meravigliosi sono tracciati dal tempo sui loro vecchi tronchi…