Alcuni sono Guardiani. Altri sono Maestri. Altri ancora sono Protettori. Tutti sono Custodi della vita del nostro mondo.

Sono amorevoli, gentili, immensi e umili. Amano gli abbracci.

Chiedono solo di essere ascoltati…

Cosa vi auguriamo per questo nuovo anno? Abbiamo una Maestra immensa, generosa che continua a donare, nonostante tutto, non smette mai di insegnarci. Non si smette mai di parlarci. Anche se è tanto stanca… Cosa vi auguriamo per questi nuovi giorni?#madreterra#rispetto#resilienza

A volte sanno essere dispettosi e divertenti, ma non sopportano chi non ha rispetto del loro Bosco, e possono diventare malevoli e crudeli.

Ma hanno un grande cuore. Se sarai gentile con loro, ti chiederanno di esprimere un desiderio…

E’ solo quando stai nel silenzio, e quieti la voce instancabile che ti dice cosa devi fare, cosa ti manca. Quello di cui hai bisogno.

Quando smetti di seguire i pensieri confusi degli altri, pensando siano i tuoi.

Quando ascolti, per davvero senza sentire il chiasso inutile che ti sta attorno…

Allora sì, puoi sperimentare il momento perfetto in cui sei faccia a faccia con te stesso, senza avere paura, perchè lui ti mostrerà la parte migliore di te, svelerà la tua anima.

Ti basterà guardarlo…

Io ho ricevuto grandi lezioni di vita da analfabeti. Mio nonno mi diceva: quando incidi un albero per fare l’innesto devi mettere le mani così, e faceva il gesto di stringerlo, perché prende paura l’albero e gli viene la febbre. Era analfabeta, ma la sua era una forma di poesia primitiva.
Dal libro “Confessioni ultime” Mauro Corona Casa Editrice Chiarelettere

Da sempre. Lo insegnavano gli antichi ai giovani perché i pensieri cattivi non velassero loro gli occhi, scombinando ogni pensiero. Perché non dimenticassero da dove venivano. E dove dovevano andare.

Ogni volta che perdi la tua strada, fermati, e chiedi ad un albero. Lui ti mostrerà la via; sanno vedere così lontano.

Ma non dimenticare mai che anche il loro grande, immenso cuore, prova la tristezza, la paura e il dolore. La gioia e l’amore. Per questo amano tanto gli abbracci…

 

 

Nell’antichità l’aquila era considerata messaggera degli Dei, simbolo del sole e venerata per la sua maestosità e potenza.

Nel periodo dell’accoppiamento, le aquile compiono la danza del cielo, un magico rito di corteggiamento, con voli meravigliosi in picchiata, incredibili evoluzioni, scambi di preda in volo. Uno spettacolo unico. Quando si accoppiano, sono fedeli e restano insieme per sempre.

Da terribile e invincibile predatrice, l’aquila si trasforma in madre amorevole e protettiva, e insieme al maschio si prende cura del proprio piccolo. Ma è la femmina, che con grande tenerezza, prepara pezzi molto piccoli di cibo per permettergli di mangiare.

E quando è il momento, con lo stesso amore, mamma e papà aquila cominciano a portare meno cibo al proprio piccolo, fino a non portarlo più, per stimolarlo a uscire dal nido, e incitarlo a cercare il cibo da solo.

Così, il piccolo aquilotto sperimenta i primi passi da solo, prima insicuri e incerti fino a che riesce a volare, libero da ogni timore.

Quanta paura fa, ad ognuno di noi, lasciar il proprio posto caldo e sicuro? I cambiamenti fanno paura. Evolvere fa paura, perché bisogna mettersi in discussione. Perché bisogna rischiare. Perché magari cado nel vuoto. Ma la mano che ti spinge via dal nido – che sia una persona, una situazione, una difficoltà – e anche quella che ti rende libero…

La natura non fa mai nulla per caso, e abbiamo sempre tanto da imparare da loro.

Fotografia di Ezio Giuliano Filmmaker

#aquila #animalREIKI #benessereanimale #rispettoperlanatura

La donna camminò in mezzo a loro, poi si fermò e respirò a lungo.

Chiuse gli occhi e si affidò a loro.

Completamente.

Non sapeva nemmeno quanto tempo era passato.

Il sole cominciò a calare lento, e lei era lì, le sue gambe erano radici, il suo respiro sapeva di resina, e le sue mani afferravano il cielo.

Respirò di nuovo. A lungo.

Si chiese sorridendo, come aveva potuto dimenticare di essere stata un albero…

L’albero m’è penetrato nelle mani, La sua linfa m’è ascesa nelle braccia, L’albero m’è cresciuto nel seno – Profondo, I rami spuntano da me come braccia. Sei albero, Sei muschio, Sei violette trascorse dal vento – Creatura – alta tanto – tu sei, E tutto questo è follia al mondo.
(Ezra Pound)

In Britannia il Sambuco aveva forti associazioni con la stregoneria e la trasformazione. Le streghe si trasformavano volentieri in sambuchi, una metamorfosi che sembrava aumentasse il loro potere.

Una leggenda narra di una strega-sambuco che trasformò un re danese e i suoi soldati, in pietre, per aver osato sfidarla. Queste pietre, le Rollright stones si possono ammirare ancora oggi nell’Oxfordshire.

Secondo altre tradizioni invece, il sambuco ha la proprietà di proteggere contro la magia nera e tenere un ramoscello di questa pianta, la notte di San Giovanni – notte di magie – protegge dagli incantesimi.

Ma è importante sapere che chiunque voglia avere l’aiuto dal sambuco, deve essere pronto a rinunciare a qualcosa: il suo messaggio è che sacrificare qualcosa di sé, vuol dire donare, senza aspettare nulla in cambio. Solo così, il Divino troverà posto per noi.

Nelle nostre fiabe, il sambuco è simbolo di saggezza e magia. Se il tuo cuore è libero dalla paura, incontrarlo sul tuo cammino è sempre un privilegio…

Spiriti della natura – J.Matthews – W. Worthington

Lo abbiamo aspettato con ansia. Settembre può regalare ancora giornate calde e assolate. Attardarsi, per lasciare spazio, e tempo – proprio come farebbe un vero gentiluomo, all’estate.

Ma non può ingannare i suoi profumi, i suoi colori.

Non può nascondere l’aria più fresca del primo mattino, e la dolce indolenza della notte che si allunga sugli ultimi chiarori della sera.

Settembre, anticipo di autunno, e anche se ora ti sembra ancora lontano, ti basta entrare in un bosco per percepirne già tutta la sua essenza.

Dopo la pausa estiva, oggi abbiamo riaperto la nostra casa, spalancato ogni finestra, accogliendo il nuovo odore del bosco. E questa sera, abbiamo acceso ogni luce, come ad una festa, perché il sentiero sia ben illuminato per ogni nuovo viaggiatore.

Siamo pronte a ripartire…

E’ davvero raro incontrarli, e se accade, è solo verso sera, quando il sole comincia la sua stanca discesa dietro le cime dei monti.

Vivono nei boschi. Sono spiriti antichi e molto saggi, e amano il silenzio della notte perché è in quel silenzio che si possono ascoltare le parole più vere.

Se avrai il privilegio di incontrarne uno, salutalo con cortesia, ci tengono molto alle buone maniere, e gradiscono le persone educate.

Se poi ti dirà il suo nome, allora sarai davvero fortunato: vuol dire che ti ha preso in simpatia.

Si racconta che possano esaudire i desideri…